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Cosa vedere a Fes e nei suoi dintorni

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Fes è una di quelle città che non si dimenticano facilmente. Appena varcata la soglia della medina, ti trovi dentro un intreccio di vicoli, botteghe, forni, fontane, cortili nascosti e porte che sembrano rimaste ferme nel tempo. È una città intensa, a tratti spiazzante, ma proprio per questo affascinante. Io l’ho vissuta così: non come una cartolina perfetta, ma come un luogo vero, pieno di storia, odori forti, artigiani al lavoro e scorci che obbligano a rallentare.

Se stai organizzando un viaggio in Marocco e vuoi capire cosa vedere a Fes e nei dintorni, il consiglio è semplice: dedicagli almeno 2 giorni pieni. Uno serve solo per entrare nel ritmo della medina di Fes el-Bali, l’altro per vedere con calma i quartieri storici, i panorami sulla città e, se hai più tempo, una gita verso Meknes e Volubilis.

Per inquadrare meglio il viaggio, può esserti utile anche leggere la guida generale su cosa vedere in Marocco, soprattutto se Fes è solo una tappa di un itinerario più ampio.

Cosa vedere a Fes

La città si divide in tre aree che conviene tenere bene a mente: Fes el-Bali, la medina storica patrimonio UNESCO; Fes el-Jdid, dove si trovano il Palazzo Reale e il Mellah; e la Ville Nouvelle, la parte moderna, più comoda per chi preferisce hotel classici, taxi facili e strade ampie. Le cose più belle da vedere, però, stanno soprattutto nella parte antica.

La Medina di Fes el-Bali

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Medina di Fes, Marocco – Foto da Depositphotos

Il vero cuore di Fes è la medina di Fes el-Bali, una delle aree storiche più straordinarie del Nord Africa. Qui non si visita “un centro storico” nel senso europeo del termine: si entra in una città dentro la città, con migliaia di stradine, passaggi coperti, piazzette improvvise, souk, moschee, madrase, fondouk e case tradizionali.

La medina è quasi interamente pedonale. Più che pensare a una visita lineare, conviene viverla a zone, prendendo come riferimenti alcuni punti fermi: Bab Bou Jeloud, Talaa Kebira, Place Seffarine, la zona di Nejjarine e quella della conceria Chouara. Le mappe aiutano, ma a Fes un minimo di smarrimento fa parte dell’esperienza.

Un consiglio molto pratico: per la prima mezza giornata, soprattutto se è la tua prima volta, ha senso affidarsi a una visita organizzata o a una guida locale affidabile. Non tanto perché la medina sia “pericolosa”, ma perché è facile perdere tempo, infilarsi in vicoli secondari inutili o finire accompagnati da finti guide improvvisate.

L’accesso più scenografico resta Bab Bou Jeloud, la celebre porta blu. Da fuori vedi le maioliche blu, da dentro quelle verdi. È il punto da cui, quasi sempre, inizia la passeggiata nella Fes più monumentale.

Madrasa Bou Inania

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Interni della Madrasa Bou Inania, Fes, Marocco – Foto da DEpositphotos

Tra i monumenti più belli da vedere a Fes, la Madrasa Bou Inania è quello che consiglio quasi sempre di non saltare. Si trova a pochi minuti da Bab Bou Jeloud, quindi è perfetta come prima tappa. È una scuola coranica del XIV secolo ed è uno dei pochi edifici religiosi storici della città visitabili anche dai non musulmani.

Qui vale la pena fermarsi davvero a guardare i dettagli: il legno di cedro intagliato, gli stucchi, gli archi, le piastrelle zellige e il cortile interno. Non serve molto tempo, ma è uno di quei posti che spiegano subito perché Fes venga spesso considerata la città più colta e raffinata del Marocco imperiale.

Se arrivi presto, la visita è molto più piacevole. Più tardi, soprattutto nei periodi di alta stagione, si riempie rapidamente di gruppi.

Al-Qarawiyyin e il cuore spirituale della medina

Moschea di al-Qarawiyyin, Fes, Marocco – Foto da Depositphotos

La zona di Al-Qarawiyyin è una delle più importanti della città dal punto di vista storico e religioso. Qui si trovano la moschea e l’antica istituzione di studi fondata nel IX secolo, spesso citata tra le più antiche del mondo islamico ancora attive.

Per chi non è musulmano, la visita è da intendere soprattutto dall’esterno e dai dintorni. L’accesso agli spazi religiosi interni non è generalmente libero, e anche la biblioteca storica non è sempre visitabile come una normale attrazione turistica. Il modo migliore per apprezzare quest’area è passeggiare nei vicoli attorno a Place Seffarine, osservare le porte, le facciate e la vita quotidiana della medina, senza aspettarsi un ingresso “museale” classico.

È uno di quei punti in cui Fes si capisce meglio ascoltando e guardando: gli artigiani del metallo, le fontane, gli studenti, il richiamo alla preghiera che si diffonde tra i tetti. Anche senza entrare, resta una tappa fondamentale.

Le concerie Chouara

Concerie a Fes in Marocco  – Photo by G from Pexels

Le concerie di Fes, in particolare quelle di Chouara, sono una delle immagini simbolo della città. Le vasche colorate, le pelli stese ad asciugare, gli operai al lavoro con tecniche tradizionali: è una scena forte, vera, quasi teatrale. E sì, l’odore può essere intenso, soprattutto nelle giornate calde.

La visita si fa di solito entrando da un negozio di pelletteria con terrazza panoramica. In genere non si paga un biglietto vero e proprio, ma è frequente che venga chiesta una piccola mancia o che ci si aspetti almeno uno sguardo ai prodotti in vendita. Nulla di strano: basta saperlo prima. Se non vuoi acquistare, un “no, grazie” detto con calma è sufficiente.

Il momento migliore è la mattina, quando la luce rende i colori più belli e l’attività è più viva. Da evitare, per quanto possibile, le ore centrali più torride dell’estate.

Piazza Nejjarine e il Museo delle Arti e dei Mestieri del Legno

Se vuoi vedere una parte di Fes meno caotica ma altrettanto affascinante, fermati in Place Nejjarine. La piazza è una delle più eleganti della medina, con la sua celebre fontana decorata e il bel palazzo che ospita il Museo Nejjarine. Non sempre compare nelle liste più scontate, ma secondo me è una delle soste migliori per capire il livello di raffinatezza artigianale raggiunto qui nei secoli.

Il museo è dedicato soprattutto agli oggetti in legno, agli strumenti di lavoro, alle arti decorative e alla vita quotidiana. Non è enorme, quindi si visita bene anche in 45-60 minuti, ed è un’ottima pausa nel mezzo della confusione della medina.

Mellah e Palazzo Reale

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Mellah, quartiere ebraico di Fes, Marocco – Foto da Depositphotos

Per cambiare atmosfera, basta spostarsi a Fes el-Jdid, la parte “nuova” medievale fondata in epoca marinide. Qui si trova il Mellah, l’antico quartiere ebraico, riconoscibile per i balconi in legno sporgenti e per un’impronta urbanistica diversa rispetto alla medina araba.

È una zona interessante non solo per la storia, ma anche perché fa vedere un’altra faccia della città. Poco distante si arriva alla grande piazza del Palazzo Reale di Fes. L’interno non è visitabile, ma le sue famose porte dorate meritano il passaggio: sono tra i luoghi più fotografati della città.

Se hai tempo, puoi dare uno sguardo anche al cimitero ebraico e alla sinagoga della zona, ma qui gli orari possono cambiare e conviene mettere in conto una certa flessibilità.

Jnan Sbil e il Museo Batha

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Giardini Jnan sbil a Fes in Marocco – Foto da Depositphotos

Dopo ore nella medina, i giardini Jnan Sbil sono una boccata d’aria. Si trovano tra la medina e Fes el-Jdid e sono perfetti per una pausa nel verde. Viali ombreggiati, canali, palme, alberi da frutto, panchine e un’atmosfera molto più rilassata rispetto al resto della città: io ci passerei anche solo per sedermi mezz’ora e riprendere fiato.

Poco distante c’è il Museo Batha, ospitato in un palazzo ispano-moresco di fine Ottocento. Dopo il restauro è tornato a essere uno dei musei più interessanti di Fes, con collezioni di arti islamiche, ceramiche, legni intagliati, tessuti e oggetti decorativi. Se ti piacciono i riad storici e l’arte marocchina, vale la sosta.

Queste due tappe funzionano bene insieme perché sono vicine e permettono di alleggerire la visita con un ritmo più tranquillo.

I migliori punti panoramici: Borj Nord e Tombe Marinidi

Se vuoi capire davvero quanto sia grande Fes, devi vederla dall’alto. Più che il Monte Zalagh in sé, oggi trovo molto più pratici e belli due punti: Borj Nord e l’area delle Tombe Marinidi.

Borj Nord è una fortezza che domina la città da nord. Da qui il colpo d’occhio sulla medina è magnifico, soprattutto nel tardo pomeriggio. Nelle giornate limpide si leggono benissimo la struttura delle mura, i minareti e il fitto tessuto urbano di Fes el-Bali.

Le Tombe Marinidi, invece, sono il posto classico per il tramonto. I resti archeologici non sono la parte più impressionante; il vero motivo per salire fin qui è la vista. Conviene andarci con luce morbida, evitando di rientrare troppo tardi a piedi se non conosci bene la zona.

Una tabella utile per organizzare la visita

Luogo Zona Tempo visita Orari / prezzo indicativi
Bab Bou Jeloud Ingresso ovest di Fes el-Bali 15-20 min Gratis, sempre visibile
Madrasa Bou Inania Vicino a Bab Bou Jeloud 30-45 min Circa 20 dh, in genere 9:00-18:00, con possibili pause
Al-Qarawiyyin Cuore della medina 20-30 min Visita soprattutto dall’esterno; accessi interni limitati
Conceria Chouara Nord-est della medina 20-40 min Accesso tramite terrazze/negozi; eventuale mancia o tempi variabili
Museo Nejjarine Place Nejjarine 45-60 min Circa 20-25 dh, spesso 10:00-18:00
Museo Batha Tra medina e Jnan Sbil 45-60 min Circa 60 dh, in genere 10:00-18:00, chiuso il lunedì in molti periodi
Jnan Sbil Tra Fes el-Bali e Fes el-Jdid 30-45 min Gratis, di solito aperto ogni giorno fino al tardo pomeriggio
Palazzo Reale / Mellah Fes el-Jdid 30-60 min Esterni gratuiti
Volubilis Dintorni di Meknes 1,5-2 ore 100 dh adulti stranieri; orario variabile, in genere da 8:30 a circa 1 ora prima del tramonto

Nota pratica: in Marocco orari, biglietti e aperture possono cambiare anche senza molto preavviso, soprattutto nei venerdì, durante il Ramadan o in occasione di festività religiose. Per i siti a pagamento conviene sempre ricontrollare in loco o sul sito ufficiale quando disponibile.

Itinerario a piedi di 1 giorno a Fes

Se hai solo una giornata piena, io la imposterei così: ingresso da Bab Bou Jeloud, visita alla Madrasa Bou Inania, discesa nella medina lungo i souk verso la zona di Nejjarine e Al-Qarawiyyin, pausa pranzo in un riad o su una terrazza panoramica, poi passaggio alle concerie. Nel tardo pomeriggio uscirei dalla medina per un po’ di respiro a Jnan Sbil o, se hai ancora energia, salirei verso Borj Nord o le Tombe Marinidi per il tramonto.

Il bello di questo percorso è che tocca quasi tutto ciò che rende Fes unica: monumenti, artigianato, quartieri storici, panorami e vita quotidiana.

Dove dormire a Fes

La scelta della zona cambia molto il tipo di esperienza. Se vuoi vivere Fes in modo intenso, il posto migliore è Fes el-Bali, soprattutto intorno a Bab Bou Jeloud, Batha o lungo i vicoli principali della medina: qui trovi tanti riad pieni di fascino. Se invece preferisci spostamenti più semplici, taxi immediati e hotel moderni, meglio la Ville Nouvelle.

Personalmente, per un primo viaggio sceglierei un riad nella medina ma non troppo interno: comodo da raggiungere con i bagagli e abbastanza vicino ai luoghi da vedere a piedi.

Vedi le migliori soluzioni dove dormire a Fes el-Bali

Cosa vedere nei dintorni di Fes

Se hai almeno un giorno in più, i dintorni di Fes meritano davvero. La gita più classica e riuscita è quella che combina Meknes e Volubilis. Le distanze sono ragionevoli, e rispetto alla densità della medina di Fes il ritmo cambia completamente.

Meknes

La porta di Bab El-Mansour nella piazza di El Hedim a Meknes, Marocco – Foto da Istock

Meknes si trova a circa 60 km da Fes e in treno si raggiunge in circa 35-45 minuti, a seconda della corsa. È una città imperiale molto più rilassata di Fes e si presta bene anche a una visita in autonomia.

La zona da vedere è quella intorno a Place El Hedim e a Bab Mansour, una delle porte monumentali più belle del Marocco. Da non perdere anche il Mausoleo di Moulay Ismail, tra i monumenti religiosi più noti della città e generalmente accessibile anche ai visitatori non musulmani, salvo eventuali restrizioni temporanee o orari particolari.

Se ami le città storiche ma dopo Fes hai bisogno di spazi un po’ più larghi e di una medina meno soffocante, Meknes è una deviazione azzeccata. Sul sito trovi anche un approfondimento dedicato a dove dormire a Meknes, utile se decidi di fermarti una notte.

Per controllare gli orari ferroviari aggiornati prima di partire, conviene verificare direttamente su ONCF, perché le corse cambiano in base al giorno e al periodo dell’anno.

Volubilis

Volubilis in Marocco – Foto di Subhros da Wikimedia

Volubilis è uno dei siti archeologici più belli del Marocco e, per me, una delle gite più interessanti da fare da Fes. Le rovine romane si trovano tra campi e colline, in un paesaggio aperto che contrasta completamente con il fitto labirinto della medina. Dopo Fes, arrivare qui dà quasi una sensazione di sollievo visivo.

Il sito è ampio, ben leggibile e ricco di mosaici, colonne, archi e resti urbani. Anche senza essere appassionati di archeologia, la visita è piacevole perché il contesto è bellissimo e il percorso si presta bene a una passeggiata di 1,5-2 ore. Se vuoi approfondire, trovi una guida dedicata qui: come visitare Volubilis.

Chi non vuole complicarsi la logistica può visitare Meknes, Moulay Idriss e Volubilis in giornata con un tour organizzato da Fes, soluzione comoda soprattutto se hai poco tempo o non vuoi incastrare taxi, treni e coincidenze.

Consigli pratici che fanno davvero la differenza

A Fes si cammina molto, spesso su pavimentazioni irregolari, scale, salite e vicoli stretti: scarpe comode e un piccolo zaino leggero fanno più differenza di quanto sembri. Nella medina il GPS non sempre è preciso, quindi salva in anticipo il nome del tuo riad, un punto di riferimento vicino e possibilmente il numero di telefono.

Per le foto, il momento migliore è la mattina presto o il tardo pomeriggio. Le ore centrali, soprattutto da maggio a settembre, possono essere faticose. Nelle concerie e nei souk conviene chiedere con un gesto o con un sorriso prima di fotografare persone al lavoro.

Infine, non avere fretta di “spuntare tutto”. Fes funziona meglio quando alterni monumenti e soste casuali: un tè sulla terrazza, un vicolo silenzioso, un cortile intravisto da una porta aperta. È una città da visitare con pazienza, e forse è proprio questo il suo fascino più grande.

Antica porta per accedere alla medina of Fez, Marocco – Foto di Istock

Fes non è una città da consumare in fretta: è una città da attraversare con curiosità, lasciandosi sorprendere. E quando ne esci, con ancora negli occhi i vicoli della medina e il tramonto sulle mura, capisci perché resta una delle tappe più intense di tutto il Marocco.

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